Basilicata sempre più verde! Ecco gli interventi per risolvere un problema che dal 1933 coinvolge i fiumi di questa zona

È un intervento unico e innovativo per la riduzione dei carichi di idrocarburi naturali affluenti nell’invaso del Pertusillo.

Con il Programma INNGREENPAF infatti sono stati destinati ben 2.000.000 di euro per la realizzazione di misure innovative per l’abbattimento dell’inquinamento nei corpi idrici.

Tra queste rientra l’intervento, ammesso per euro 500.000, per l’abbattimento delle concentrazioni di idrocarburi naturali presenti nei torrenti Caolo e Fossatello nel comune di Tramutola (che affluiscono nel fiume Agri e da questo nel Pertusillo).

La Valle del Cavolo, in agro di Tramutola, è da molto tempo individuata quale area con problematiche inerenti i processi di potenziale contaminazione naturale e antropica delle acque.

La valle, in destra orografica del fiume Agri, è nota da decenni infatti per la presenza di sorgenti d’acqua mista ad idrocarburi che affiorano naturalmente.

La presenza di queste sorgenti naturali ha fatto sì che già a partire dal lontano 1933 l’AGIP (Azienda Generale Italiana Petroli) desse inizio ad una campagna di studi geologici che portarono poi al rinvenimento, nel 1937, del relativo giacimento di Tramutola e alle successive attività di ricerca e coltivazione durate fino agli anni ‘50.

In tale area sono presenti pozze d’acqua e ruscelli che presentano segni inequivocabili di un significativo contenuto in idrocarburi naturali e composti dello zolfo, che si manifestano sia in termini odorigeni (marcato odore di zolfo) che visivi (es. iridescenze sulla superficie dell’acqua, precipitati e rivestimenti catramosi sul fondo e lungo le sponde).

Abbiamo ritenuto necessario e doveroso procedere al risanamento delle acque dei torrenti Caolo e Fossatello al fine di ottenere una sensibile riduzione dei carichi di idrocarburi, che affiorano naturalmente, presenti nelle acque che affluiscono nell’invaso del Pertusillo.

Già nel corso del primo anno di attività si potranno rimuovere fino a 2000 kg circa di idrocarburi totali senza alterare la qualità delle acque del corpo idrico superficiale in quanto la tecnica proposta non prevede rilascio di sottoprodotti o agenti disperdenti.

Con questi progetti prosegue l’azione di bonifica totale del territorio lucano che abbiamo portato avanti negli ultimi anni.

Al momento non esistono studi specifici sulla quantità di idrocarburi trasportati dal torrente Caolo.

Si può tuttavia ritenere che, quando si forma iridescenza sul pelo d’acqua libero, gli idrocarburi abbiano superato la loro concentrazione di saturazione in acqua e tendono a stratificarsi naturalmente.

In queste condizioni, ampiamente documentate, è ipotizzabile che le concentrazioni di idrocarburo totale possano eccedere il limite normativo per l’immissione di uno scarico idrico.

Il dato di concentrazione, tuttavia, è suscettibile di ampie fluttuazioni in funzione del regime idrico delle sorgenti e degli eventi metereologici stagionali.

Considerando una portata media tra 10 e 40 litri al secondo nella zona sorgenti (ed una concentrazione di variabile tra 5 e 20 mg/l) si può stimare un apporto di idrocarburi totali variabile in un intervallo tra 1500 e 6000 kg/anno.

Con questo intervento andiamo a risolvere un problema “creato dalla natura”  e noto dal lontano 1933.

Questa, qualora ce ne fosse ancora bisogno, è l’ennesima prova che per una Basilicata sempre più innovativarispettosa dell’ambiente collaborando tutti insieme, con impegno e dedizione, non si può far altro che andare avanti!

Francesco Pietrantuono