Destra e 5 stelle uniti per scippare la Basilicata: più estrazioni petrolifere e le decisioni a Roma!

Dopo l’affermazione della destra con cui si sostiene che la risorsa petrolio “è da sfruttare al massimo” ora assistiamo alle dichiarazioni del ministro Costa dei 5 stelle che ribadisce ufficialmente la volontà (già espressa alcuni mesi fa) di portare l’autorizzazione ambientale a Roma.

Già qualche mese fa un esponente lucano (noto per aver avuto rapporti con Eni) aveva lanciato questa proposta che avevo spedito con fermezza direttamente al mittente perché vuol dire consumare uno scippo a danno della Basilicata.

Si fa sempre più reale il timore che i candidati scelti da Roma e Milano per le prossime elezioni regionali siano semplicemente degli strumenti del governo centrale per mettere le mani definitivamente sulle nostre risorse petrolifere e “sacrificare” quindi la Basilicata sull’altare della Patria, come un agnello al macello, per tutelare gli interessi del bilancio nazionale a totale discapito dei cittadini lucani (“tanto sono pochi e stupidi” avranno pensato nei palazzi romani…).

Ho già spiegato in altre occasioni che la competenza nazionale, purtroppo, non è assolutamente garanzia di qualità ricordando come la valutazione ambientale dell’Eni era stata proprio una valutazione di questo tipo.

Casi in Italia di valutazioni come l’Ilva o come la raffineria in Emilia-Romagna (quella esplosa 2 anni fa) evidenziano senza ombra di dubbio che, pur avendo competenza nazionale, la qualità delle autorizzazioni è stata assolutamente scadente.

Il modello ambientale che ho provato a costruire in questi anni è invece quello della sinergia ovvero:

– sia i controlli che le autorizzazioni ambientali devono rimanere di competenza regionale ma in sinergia con l’Istituto Superiore per la Protezione Ambientale (un ente quindi terzo e indipendente).

L’accordo che il ministro Costa non vuole firmare rappresenta quindi la garanzia di un ente terzo “super partes” rispetto sia alle autorizzazioni che ai controlli ambientali.

Spiace dirlo ma i motivi che hanno portato alla non sottoscrizione dell’accordo sono molto deboli e strumentali.

Primo punto: all’accordo si lavorava da parecchi mesi e la bozza condivisa dalle strutture tecniche era già pronta a Novembre. Questo dimostra che non c’è nessun motivo di ostacolo nella bozza che è arrivata sulla scrivania del ministero a Dicembre.

Secondo punto: non è mai arrivata una controproposta. Infatti se avessi ricevuto una controproposta migliorativa o più rigorosa l’avrei accettata subito chiudendo velocemente un accordo solo se fosse andato a beneficio della nostra Basilicata.

Terzo punto: non esiste un “giusto motivo” di opportunità politica quando parliamo di tematiche legate all’ambiente, alla salute dei cittadini (grazie al miglioramento dei controlli) e alla sinergia tra enti regionali ed enti nazionali (unica e vera garanzia di trasparenza per tutti). A dichiarare il grande successo dell’accordo era stato proprio l’Istituto Superiore per la Protezione Ambientale.

A me sembra fin troppo evidente che c’è in campo un gioco molto pericoloso per la Basilicata volto ad eliminare la nostra autonomia decisionale.

Purtroppo ci sono degli interpreti locali che, consapevolmente, sono strumenti di questo disegno scellerato al quale mi opporrò con tutte le forze nella difesa della nostra terra come ho già fatto negli ultimi anni dicendo:

NO alla costruzione di nuove discariche;

NO a nuove concessioni per altre estrazioni petrolifere;

SI a Energie Rinnovabili, Raccolta Differenziata, tutela dell’Ambiente e istituzione del Parco del Vulture!

Il 24 Marzo ti ricordo che si vota per il tuo futuro.

Per continuare a difendere la Basilicata scrivi PIETRANTUONO.