Il Parco del Vulture è finalmente realtà: da oggi cambia tutto!

 

Siamo alla fine di questa campagna elettorale.

In questi giorni avrete sicuramente visto e sentito di tutto: verità distorte, annunci, promesse, rivoluzioni.

Per chi desidera un futuro migliore, la campagna elettorale è il momento più bello, dove tutto è possibile: si vogliono costruire strade, ferrovie, si immaginano porti e aeroporti, si vuole eliminare l’inquinamento, la povertà, si promettono milioni di posti di lavoro (addirittura qualcuno ne ha promessi 60000 in Basilicata).

Poi arrivi lì e ti scontri con la dura realtà: una volta eletto, chi aveva promesso A fa B e chi invece vorrebbe far concretamente qualcosa si scontra con la burocrazia che fa rallentare qualsiasi iniziativa, per non parlare delle leggi, così tante e ingarbugliate che si riesce a capire ben poco.

Chi mi conosce sa che sono un tipo schivo, riservato, tuttavia mesi fa ho sentito la necessità e l’urgenza di informarti su quanto è stato fatto e viene tuttora fatto per la nostra comunità (nonostante le mille difficoltà incontrate lungo il cammino).

Puoi trovare le notizie complete sul mio blog FrancescoPietrantuono.it

Tra tutto ciò che di importante è stato conseguito, oggi vorrei parlarti di una notizia straordinaria, storica, un risultato ampiamente desiderato dal Vulture-Melfese e dagli amanti di questa zona, oltre che dalle decine di migliaia di turisti che, nonostante lo stato di abbandono in cui vige Monticchio, decidono di passare qualche giorno nel nostro piccolo paradiso immerso nel verde.

Se tu non lo sapessi ancora sono lieto di annunciarti che il Parco del Vulture finalmente è diventato realtà!

E tuttavia in questi giorni sentirete e vedrete tantissime persone parlare di rifiuti per strada, alberi caduti a Monticchio che nessuno va a rimuovere, di eventi che non si fanno, di funivia che non si costruisce.

Si faranno selfie vicino la vecchia funivia, si scatteranno foto di strade interrotte e di contro si faranno le immancabili bellissime promesse.

Io non sono un tipo “di promesse”, ma “di fatti” e sono quelli che ti voglio raccontare in queste righe.

La mia storia personale incontra i problemi del Vulture e dei relativi laghi quando ero assessore alla provincia.

Così all’epoca iniziai ad occuparmi di Monticchio e non posso negare che fin da subito emersero grandi difficoltà per poter operare concretamente in un’area dove troppi soggetti avevano ognuno un pezzettino di competenza: i Comuni, la stessa Provincia, la Regione, la Soprintendenza e il Corpo Forestale dello Stato.

“Il cavallo di due padroni muore di fame” è un antico proverbio di mio nonno che, purtroppo, calzava a pennello su quella che era la situazione vigente.

Ricordo bene quel periodo: era in corso l’attuazione dei “Pacchetti Integrati di Offerta turistica” che rappresentavano allora lo strumento attuativo della strategia regionale individuata dal Piano turistico.

L’obiettivo era concentrare le risorse disponibili attorno ad alcuni “Poli attrattivi” ed in particolare nel Vulture si era prefigurata la concreta possibilità di effettuare degli investimenti su Monticchio.

Purtroppo però c’era da fare i conti con troppi soggetti, troppa burocrazia, troppe teste differenti da mettere d’accordo.

Non a caso Monticchio era da anni intoccabile per questa situazione intricata, peggio di un labirinto e stracolma di burocrazia.

Tuttavia già all’inizio riuscimmo, nonostante tutto, a realizzare all’epoca una delle cose più belle mai fatte: il nuovo Museo di Storia Naturale del Vulture, inaugurato Giovedì 26 settembre 2013 presso l’Abbazia di Monticchio.

Avevo capito subito però che senza il Parco sarebbe stato impossibile operare su Monticchio, gestire correttamente un museo bellissimo, poter prendere in carico le strade, modificare il senso di circolazione, stabilire la chiusura al traffico, organizzare navette e tanto altro ancora perché senza un Ente Autonomo come il Parco:

– Non poteva esserci un corretto investimento delle risorse;

– Non poteva esserci una corretta manutenzione dei boschi;

– Non poteva esserci una corretta disciplina della circolazione;

– Non poteva esserci una corretta progettazione degli interventi;

– Non poteva esserci una corretta gestione del Museo del Vulture.

Alla luce di ciò possiamo dire che senza l’istituzione del Parco del Vulture la nuova funivia (in fase di analisi) sarebbe stata impensabile sia nella realizzazione che nella gestione.

Ma quindi la domanda da 1 milione di dollari è: perché non si era istituito il Parco del Vulture già anni addietro???

E la tua domanda è sicuramente legittima.

Tuttavia, come te, mai avrei pensato che la Realizzazione del Parco fosse un’impresa quasi impossibile.

Capii solo dopo qual’era il pezzo mancante che teneva sotto scacco Monticchio e l’intero Vulture.

Si iniziò a parlare di Parco Naturale Regionale del Vulture nel 1994.

Nel 2001, dopo 7 anni (quando compii il mio 22esimo anno di età) gli amministratori comunali e il governo regionale avviarono formalmente l’iter di istituzione del Parco del Vulture, ed a supporto e giustificazione dell’istituzione del Parco fu affidato nel 2001 un studio scientifico al DITEC dell’Università di Basilicata.

In seguito ai risultati di quello studio, fu indetta una prima conferenza di servizi per un “Parco allargato” nel 2003, ma la conferenza si chiuse senza successo. Si trattò del primo tentativo andato a vuoto.

Successivamente il 21 novembre 2005 fu indetta una nuova conferenza di servizi coinvolgendo però solo 5 comuni, pensando in quel modo di ridurre le difficoltà.

Ma tale riduzione trovò l’opposizione dei comuni di Ginestra e San Fele che erano stati esclusi e che chiesero di far parte del Parco.

Tale richiesta, ai fini della partecipazione attiva delle popolazioni locali, non poteva essere ignorata dal Dipartimento Ambiente che si attivò per riconvocare la Conferenza di servizi con i 7 comuni interessati.

Si optò, quindi, per una convocazione informale (al fine di organizzare la partecipazione delle varie amministrazioni comunali) che si tenne il 13 marzo 2006, durante la quale le stesse espressero la volontà di partecipare ad un parco a 9 comuni.

Si stabilì quindi la possibilità di riperimetrare il Parco con i 9 comuni coinvolti e con la partecipazione attiva della Provincia di Potenza.

Riepilogando, si partì con 5 Comuni che poi divennero 7 ed infine 9.

La Giunta Regionale approvò il Disegno di legge istitutivo del Parco Naturale Regionale del Vulture con D.G.R. 1015 del 24 luglio 2007, delibera trasmessa al Consiglio Regionale per la successiva approvazione.

L’iter però si bloccò in III Commissione Consiliare dove alcuni sindaci in audizione, a causa di una protesta da parte dei cacciatori, chiesero di non procedere.

Si trattò quindi del secondo tentativo andato a vuoto dopo 4 anni dal primo e dopo 13 anni dalla proposta iniziale.

La battuta d’arresto fu così pesante che nei successivi anni nessuno ebbe il coraggio di riproporre il percorso di costituzione in Consiglio Regionale, mentre sul territorio gli incontri culturali continuavano a tenere accesa una flebile speranza, come una fiammella che sembrava andasse inevitabilmente e inesorabilmente a spegnersi.

Nel 2013 grazie al vostro sostegno fui eletto come consigliere regionale. Tra le priorità stabilii la mia volontà di riprendere in mano la situazione di Monticchio, ormai in stallo da troppo tempo.

All’inizio della nuova legislatura, nel 2014, decisi quindi di riattivare il percorso di istituzione del Parco del Vulture.

Era oggettivamente un’impresa quasi impossibile visto ciò che era successo già in passato e il complesso percorso burocratico che sarebbe occorso per la sua istituzione (perché in Italia bisogna fare i conti purtroppo con un’enorme e spaventosa burocrazia).

Un’impresa che proprio per questi motivi aveva una percentuale di riuscita molto vicina allo zero.

Un tentativo che per un giovane allora 35enne era quasi “più a perdere che a guadagnare” perché qualora avessi fallito l’unico a perderci sarei stato io distruggendo in un colpo solo tutta la credibilità faticosamente guadagnata con un modo di fare onesto, umile e sempre vicino alle persone.

Ma, come sempre, misi da parte ogni calcolo.

Per il bene del territorio studiammo approfonditamente la strategia da attuare perché la politica oltre all’onestà richiede anche determinate competenze specifiche.

Dopo una serie di numerosi incontri organizzati sul territorio fu indetta un’ulteriore Conferenza di Servizi con le 9 amministrazioni locali che sarebbero entrate a far parte dell’area naturale protetta ovvero:

Atella, Barile, Ginestra, Melfi, Rapolla, Rionero in Vulture, Ripacandida, Ruvo del Monte e San Fele.

La Conferenza dopo 7 riunioni si chiuse il 02/07/2015 con la constatazione della volontà di tutti i partecipanti di aderire al costituente Parco del Vulture e di condividere la bozza di DDL e la relativa proposta di perimetrazione.

Durante lo stesso periodo ci furono numerosi incontri sul territorio. Furono riunioni e consigli comunali non facili ed anche molto molto accesi.

“Il diavolo si nasconde nei dettagli” dice un altro vecchio proverbio, ecco perché seguii di persona tutti gli incontri, mettendomi ogni volta personalmente “a difesa della proposta”.

Il 15/02/2016 fu approvata la Delibera di Giunta Regionale n.129 così chiamata: “Approvazione di istituzione del Parco Regionale Naturale del Vulture” e fu inoltrata al Consiglio Regionale per gli adempimenti di competenza.

Quindi ora penserai: “Che bello, finalmente il sogno diventò realtà!”.

La risposta è invece molto amara: assolutamente NO perché da quel momento in poi cominciò la fase più delicata e complicata!”

In Consiglio regionale la proposta di legge e la perimetrazione dovevano essere analizzate dalle Commissioni consiliari competenti per materia.

In dettaglio, quindi, in Commissione, in II Commissione e in IV Commissione dovevano essere ascoltati: tutti i sindaci, le associazioni ambientaliste, i portatori di interesse.

Nel frattempo: i tentativi di affossare il tutto continuavano, i nemici erano ancora presenti e anche i sorrisi maliziosidi chi giudicava ormai insabbiata la proposta, così come aumentavano le persone che godevano nel sostenere: “tanto il Parco non si farà neanche questa volta”.

Lottai, non mi arresi e nonostante un vento di generale sfiducia riuscii finalmente il 07 Novembre 2017 a far approdare in Consiglio regionale la proposta di istituzione.

Così di lì a poco fu approvata finalmente l’istituzione del Parco Regionale Naturale del Vulture.

Dopo ben 23 anni, dopo 2 tentativi andati a vuoto nelle precedenti legislazioni, dopo anni di oblio, nonostante qualche avversario politico sostenesse che “il Vulture aveva già troppo grazie alla presenza della Fiat”, nonostante quelli che pensavano che Monticchio non dovesse avere una soluzione altrimenti avrebbe potuto sottrarre turisti ad altri luoghi, nonostante quelli che bisbigliavano che il Vulture andava diluito per consentire di utilizzare un marchio di qualità anche in altri territori, nonostante quelli che non volevano portare un nuovo ente regionale e nuove risorse nell’area nord, nonostante quelli del Vulture che ci pugnalavano alle spalle, nonostante la fatica: abbiamo vinto e abbiamo realizzato il Sogno.

Finalmente ora abbiamo il vero strumento che risolleverà Monticchio e tutta l’area del Vulture Melfese.

Il Parco del Vulture non è solamente un perimetro o un territorio di riconosciuta qualità e di straordinaria biodiversità ma è soprattutto un nuovo ente autonomo che avrà un suo bilancio, il suo personale addetto oltre che la sua sede.

Un nuovo ente che potrà gestire finalmente e direttamente l’area settentrionale della Basilicata.

È un evento straordinario.

E, tuttavia, sapendo che i nemici erano e sono tanti non trascurammo nulla.

Decisi quindi di far partire il Parco con la gestione di un Commissario a titolo gratuito (perché finché ci sarò io il Parco non sarà mai un “carrozzone” ma lo strumento di rinascita di Monticchio).

Le prime azioni tangibili messe in campo nei pochissimi mesi di vita dopo l’istituzione del Parco del Vulture sono state di enorme importanza, sebbene siamo solo all’inizio.

Innanzitutto abbiamo inserito Monticchio nel programma di forestazione (che mai aveva interessato quell’area con totale assenza di manutenzione dei boschi e caduta massiccia di alberi ad ogni evento atmosferico particolarmente ostile).

Ad Agosto 2018 Monticchio ha visto partire finalmente, per la prima volta nella storia, un corretto, strutturale e pluriennale piano di assestamento forestale.

Inoltre si è iniziato a sistemare la viabilità definendo il divieto di accesso delle automobili alla fascia di terra tra i due laghi ed il senso unico per salire all’Abbazia di San Michele.

Finalmente a Ferragosto è stato sperimentato il senso unico di marcia anche lungo i laghi con l’utilizzo del parcheggio e di navette.

Intendo ancora una volta sottolineare che “il Parco del Vulture è un ente sovracomunale” che finalmente consentirà di avere un’unica gestione su Monticchio superando le storiche difficoltà dei comuni, le sovrapposizioni di competenza, la mancanza di risorse per sistemare l’intera area, ecc…ecc…ecc…

Non solo d’ora innanzi Monticchio avrà risorse proprie ma ciò consentirà di convogliare anche risorse europee aggiuntive che mai prima d’ora l’area del Vulture aveva ricevuto.

Tra i nemici che abbiamo dovuto affrontare vi è anche la burocrazia.

Infatti solamente con l’approvazione del bilancio regionale sono state finalmente attivate le risorse per attuare le azioni programmate per rilanciare l’area del Parco del Vulture.

Risorse utilizzabili a tutti gli effetti e che sono ora tutte nel bilancio del Parco.

Le azioni che abbiamo già programmato sono numerose.

Di seguito alcuni punti con le relative somme già stanziate.

 

AZIONI DI CONSERVAZIONE E VALORIZZAZIONE DEGLI AMBIENTI DEL PARCO REGIONALE DEL VULTURE: INVESTIMENTO DI 940.000 EURO.

1. Descrizione dello stato ecologico attuale dei laghi e dei contigui ambienti lacustri, valutazione della struttura e della qualità dell’habitat lacustre in ottica retrospettiva (sulla base di dati e riferimenti storici).

2. Valutazione dell’impatto, anche riferito a scarichi ed emissioni, su specie e habitat di pregio, delle attività turistiche, agricolo-zootecniche e di quelle relative al trasporto pubblico e privato.

3. Analisi ed elaborazione dei dati rilevati e, per la fauna sui laghi, tramite osservazione con telecamere (con capacità nell’infrarosso termico e nel campo visibile), allestimento di mappe tematiche dettagliate e definizione degli interventi.

4. Realizzazione di Info Point Vulture Parkda ubicare a San Fele (porta ovest del parco), in prossimità delle cascate, da provvedere di arredo, allestimento e di servizi igienici; a Monticchio da effettuare nella struttura preesistente “la casina laghi”. Per garantirne la sicurezza ci saranno anche videocamere e sarà installato anche il wi-fi.

5. Rinaturalizzazione e realizzazione di percorsi tra i diversi punti di interesse.

6. Interventi per migliorare la fruibilità turistica, il decoro e la sicurezza degli escursionisti, soprattutto nei siti ex funivia, anche con adeguata segnaletica e cartellonistica.

7. Smantellamento dei vecchi pontili (ormai fatiscenti e pericolosi), realizzazione di percorsi obbligati per l’accesso controllato ai laghi (passerelle pedonali, anche sopraelevate), realizzazione di un capanno per birdwatching (osservazione degli uccelli) sul Lago Grande e di un ponticello sull’emissario.

8. Rimozione dei tronchi e delle ceppaie che impediscono alle acque del Lago Grande di attestarsi a quote compatibili con gli ambienti ripariali.

9. Taglio ed esbosco delle piante aliene, con particolare riferimento all’Ailanto e alla Robinia.

10. Graduali interventi di rinaturalizzazione sui rimboschimenti artificiali presenti nella Zona Speciale di Conservazione.

11. Ricostituzione delle sponde dei laghi con eliminazione di vegetazione non idonea e ricostituzione di habitat autoctoni.

12. Intervento di risanamento sull’abetina (in particolare sulle piante disseccate e affette da marciume radicale) per facilitarne il rinnovo.

13. Taglio ed asportazione di altri alberi disseccati o schiantati (in particolare ontani e cedri).

14. Impianto di specie autoctone divenute rare intorno ai laghi, come il frassino meridionale (Fraxinus angustifolia), pianta ospite della Brahmaea europaea.

15. Impianto di alberi per schermare aree visivamente molto impattanti, come quella nelle vicinanze del depuratore, realizzando contemporaneamente un corridoio ecologico.

16. Intervento di rinaturalizzazione e connessione ecologica dello sbocco inerente il Lago Grande.

17. Allestimento di un Centro di Recupero per Animali Selvatici nell’area di pertinenza presso le rive del Lago Grande a servizio della fauna selvatica, ittica e dell’erpetofauna autoctona.

18. Operazioni di pulizia nei laghi (ovvero relativamente a materiale estraneo galleggiante nelle acque e negli ambienti contigui).

 

PROGETTO NATURARTE. ALLA SCOPERTA DELLA “BASILICATA GREEN” TRA ARTE, TREKKING, CULTURA E FILIERE A KM 0: INVESTIMENTO DI 220.000 EURO.

1) Realizzazione di manifestazioni culturali, attuate mediante la formula “trekking per grandi eventi” durante i fine settimana con la natura che fa da palcoscenico. Gli Eventi saranno realizzati e coadiuvati da associazioni presenti sul territorio, con tecnologie innovative ed ecosostenibili e prevedono nello specifico:

percorsi di trekking alla scoperta del Parco attraverso passeggiate nella natura con l’ausilio di artisti e/o guide per giungere nei luoghi naturali prescelti e idonei a ospitare il pubblico che assisterà a performance artistiche;

mercatini a Km 0;

laboratori di educazione ambientale;

incontri letterari e scientifici;

performance, laboratori artistici ed eventi che consentano agli spettatori un’esperienza emozionale a diretto contatto con la natura.

2) Realizzazione di gare in collaborazione con gli Istituti scolastici.

3) I partecipanti all’iniziativa NaturArte, oltre a scoprire luoghi di particolare valenza green, si cimenteranno nella narrazione dei luoghi e delle manifestazioni con foto, disegni, racconti che verranno segnalati sul portale multimediale Wikipedia.

4) Creazione della mostra NATURARTE che prevede un iniziale lavoro d’indagine volto a valutare la conoscenza dei giovani sulle questioni ambientali. Il processo condiviso mira a generare un senso di appartenenza ai propri luoghi. Un nuovo modo per creare sinergie tra Parchi e il resto del territorio.

5) La natura si fa arte: delle videocamere trasmetteranno in diretta su appositi monitor la vita della fauna, di specie rare o di rara bellezza, presenti nel Parco.

 

CONTENIMENTO DELLA PRESENZA DEI CINGHIALI: INVESTIMENTO DI 100.000 EURO.

L’impatto del cinghiale si è fatto da anni rilevante sull’intero territorio regionale, incidendo sugli Habitat dei Siti della Rete Natura 2000, nonché sull’ambito agro-pastorale. Sono stati previsti interventi finalizzati al controllo delle popolazioni di cinghiale, attraverso l’attivazione di tecniche a basso impatto ambientale e allo sviluppo di una filiera per l’utilizzo della carne dei cinghiali catturati, trasformando così una criticità in risorsa e dando l’impulso ad un’ economia sostenibile, strettamente legata ai territori di appartenenza.

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VALORIZZAZIONE DEL FALCO – SAVEHAWK: INVESTIMENTO DI 80.000 EURO.

Tutelare e valorizzare il nostro Falco Savehawk è di primaria importanza, pertanto dobbiamo:

– realizzare una campagna di sensibilizzazione per operatori agricoli (es. pratiche agricole tradizionali per il mantenimento degli habitat, riduzione uso pesticidi etc.)

– realizzare una campagna di sensibilizzazione in ambito venatorio;

– attuare politiche forestali per il mantenimento della biodiversità idonee alla nidificazione;

– predisporre piani di ripristino dei siti riproduttivi;

– avviare laboratori sull’addestramento dei falchi con associazioni di falconeria.

 

RISERVA DI GROTTICELLE DI MONTICCHIO: INVESTIMENTO DI 350.000 EURO.

Interventi di conservazione, valorizzazione e tutela degli habitat. Studio di caratterizzazione dell’avifauna (corridoi ecologici-iba), chirotterofauna e mammiferi (lontra e gatto selvatico).

 

GROTTICELLE DI MONTICCHIO: ATTUAZIONE MISURE DI TUTELA E CONSERVAZIONE. INVESTIMENTO DI 60.000 EURO.

È nostra responsabilità tutelare la conservazione del nostro patrimonio naturale. Gli obiettivi di questo investimento sono:

ricostruzione degli ambienti funzionali alla presenza della Brahmaea europaea e mantenimento di uno status di conservazione ottimale della stessa per i prossimi anni;

miglioramento delle formazioni forestali e della diversità di habitat in modo da favorire la crescita del frassino;

mantenimento dell’attuale status di conservazione della biodiversità animale;

regolamentazione e prevenzione del disturbo antropico entro un anno, in modo da eliminare i suoi effetti negativi sulla biodiversità;

inserimento della Zona Speciale di Conservazione in una rete funzionale con le altre aree protette;

incentivazione ed incoraggiamento, per i prossimi anni, delle pratiche di gestione virtuose al di fuori dell’area;

realizzazione di mappe tematiche relative all’habitat 91B0 a Fraxinus angustifolia (habitat elettivo della Bramea) e divulgazione delle stesse in mostre e grandi eventi di rilevanza nazionale;

ripristino e miglioramento di segnaletica, infrastrutture di canalizzazione e staccionate;

azioni di regolamentazione e prevenzione dagli impatti (es. attività di pascolo).

 

PROGETTO BRAHMAEA EUROPAEA.

ALLEVAMENTO E RIPOPOLAMENTO DELLA SPECIE CON RIPRISTINO DEGLI HABITAT: INVESTIMENTO DI 100.000 EURO.

L’istituzione della Riserva di Grotticelle di Monticchio avvenne a seguito del rinvenimento per la prima volta, nel 1963, proprio all’interno dell’area oggi protetta, di una farfalla appartenente al genere Brahmaea che generalmente vive in zone tropicali e subtropicali e che si riteneva estinta in Europa da almeno 300 milioni di anni. Denominata dallo scopritore, il Conte Federico Hartig, “europaea” proprio perché si tratta dell’unica specie presente in Europa di questo genere. Con l’investimento previsto dobbiamo:

allestire un allevamento sul posto collegato all’habitat di elezione della specie a fini di studio e ripopolamento;

effettuare azioni di ripopolamento in aree idonee in cui non è più presente la suddetta specie;

iniziare la costruzione di un percorso didattico-educativo, finalizzato a far conoscere le peculiarità di questa specie, vanto dell’entomologia e della zoologia nazionale in quanto si tratta di una tra le farfalle più interessanti al mondo.

 

SENTIERISTICA: INVESTIMENTO DI 220.000 EURO.

Per il Parco Regionale del Vulture è previsto un intervento di 220.000 euro perché dobbiamo:

effettuare la sistemazione e messa in sicurezza dei sentieri;

effettuare la ricognizione della rete escursionistica;

realizzare l’adeguamento della segnaletica agli standard CAI previsti nel “Manuale per la realizzazione dei sentieri” approvato con D.G.R. n. 2197/2008 ed a quanto previsto dalla L.R. n. 51/2000 e s.m.i.;

informatizzare i dati per la gestione digitalizzata della rete di sentieri e punti di interesse naturalistico, monumentale etc., con l’inserimento di tutti i dati geografici e fotografici, con la possibilità di fruizione da parte degli escursionisti.

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CARTELLONISTICA: INVESTIMENTO DI 50.000 EURO.

Per il Parco Regionale del Vulture è previsto un intervento di euro 50.000. Alle persone che arrivano nel Parco dobbiamo far conoscere habitat e specie presenti, soprattutto se sono oggetto di tutela e conservazione. Dobbiamo agevolare la conoscenza esaltando le caratteristiche dell’area anche in un’ottica relativa all’educazione ambientale.

 

PROMOZIONE DELLA CANDIDATURA AL MAB UNESCO DEL VULTURE:

INVESTIMENTO DI 25.000 EURO.

L’eventuale riconoscimento UNESCO è uno strumento straordinario che darebbe maggiore prestigio e visibilità al Parco del Vulture su scala nazionale e internazionale (senza aggiungere altri vincoli a quelli già esistenti). Per tali motivi il Dipartimento Ambiente ed Energia, l’Ente Parco regionale del Vulture e il Club UNESCO hanno sottoscritto un protocollo per candidare al MaB UNESCO il Monte Vulture.

Queste sono le cose concrete e oggettive che abbiamo pianificato. Ringrazio tutti, in particolar modo chi ci ha supportato e dato aiuto e suggerimenti: le Associazioni Ambientaliste e i singoli cittadini innamorati come me della nostra terra. Un enorme lavoro è stato fatto. Avevamo un sogno, realizzare il Parco del Vulture.

Oggi quel sogno è realtà e siamo solo agli inizi perché attuando il programma che hai appena letto riusciremo a rilanciare l’intera area.

Per questo ho deciso di ricandidarmi. Perché dopo tanti sacrifici non possiamo arrenderci proprio ora. Adesso possiamo passare davvero alla funivia (non certo prima, solo a chiacchiere, senza un ente sovracomunale).

Io, a differenza di altri, come già sai sono una persona concreta, seria e coerente, quindi non faccio promesse che non posso mantenere.

Posso garantirti quindi solo una cosa: oltre ad aver realizzato il Museo del Vulture e ad essere riuscito a costituire, tra mille difficoltà, il Parco del Vulture ora, grazie al tuo appoggio, possiamo finalmente dare avvio allo sviluppo.

Dobbiamo assolutamente completare tutto ciò che abbiamo appena iniziato!

E sono convinto che, collaborando come sempre insieme, con impegno e dedizione, non si può far altro che andare avanti.

Ti ho raccontato con il cuore tutta la verità.

Ora non ti resta che confermarmi la tua fiducia.