In Basilicata nuove estrazioni di petrolio: Lega Nord e i “Super Ambientalisti” dei 5 Stelle a favore dell’azienda petrolifera inglese nella causa contro i cittadini lucani!

È assolutamente gravissima e contraddittoria la costituzione in giudizio deliberata dal Consiglio dei Ministri contro la Basilicata, in riferimento al contenzioso aperto dall’azienda petrolifera inglese Rockhopper e finalizzata all’ottenimento del permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi denominato “Masseria La Rocca“.

La nostra regione ha evidenziato, nei mesi scorsi, problemi di costituzionalità nei confronti della sentenza del Consiglio di Stato n. 5471/201 con la quale, i giudici di secondo grado, confermavano le ragioni dell’azienda petrolifera inglese Rockhopper pur in presenza di ripetuti e formali dinieghi della Basilicata.

Con il ricorso alla Corte Costituzionale la nostra regione proseguiva infatti coerentemente la battaglia finalizzata a far valere l’intesa tra Stato e Regione (prevista dalla vigente normativa) con una interpretazione in favore della tesi di ‘Intesa in senso forte’.

Nel rilascio dell’Intesa la Regione ha un ruolo di tutela degli interessi delle comunità territoriali oltre che di “ricettore delle volontà” manifestate dalle collettività locali (non si tratta quindi di un ruolo di semplice “mediazione”).

L’intesa quindi non può ridursi ad una semplice “valutazione ambientale” ma è espressione della competenza della nostra Regione in materia di:

– valorizzazione e governo del territorio;

– valorizzazione dei beni culturali e ambientali;

promozione e organizzazione di attività culturali.

Pertanto il diniego dell’intesa da parte della Regione non può essere soggetto a giurisdizione amministrativa.

Appare evidente che far prevalere la lettura che il Tar e il Consiglio di Stato danno dell’Intesa stessa comporta ricadute negative per i territori lucani sia in termini di diminuzione dei poteri assegnati dalla Costituzione e dalle norme speciali in tema di idrocarburi alle Regioni e sia in termini di elaborazione di politiche strategiche di sviluppo regionale e tutela del territorio.

Siamo di fronte ad un attacco profondo al ruolo delle regioni e della loro autonomia territoriale, altro che atto formale!

Si tratta quindi di una precisa scelta Politica (non a caso deliberata dal consiglio dei ministri e non mediante semplici atti gestionali da parte degli uffici del Ministero preposto) di una gravità assoluta per i tutti i lucani.

Per tali motivi ci saremmo invece aspettati che il Governo fosse, coerentemente con quanto annunciato e proclamato ripetutamente, al fianco della Basilicata e non invece a sostegno dell’azienda petrolifera inglese Rockhopper.

Per tali motivazioni lo scorso 6 novembre 2018 ho indirizzato una lettera al Presidente del Consiglio Avv. Conte nella quale si chiedeva al Governo di confermare il diniego in merito al predetto permesso di ricerca di idrocarburi nel territorio di Brindisi di Montagna (PZ).

È davvero incredibile come la Lega Nord (nome abbreviato di Lega Nord per l’indipendenza della Padania) che da sempre dice di essere promotrice dell’autonomia delle regioni, del federalismo, ecc ecc ecc questa volta, stranamente, va invece contro la sua stessa dottrina (forse è un caso che questo succede proprio con la Basilicata che è del Sud??? ).

Evidentemente per il presidente della Lega Nord Umberto Bossi e per il coordinatore Roberto Calderoli queste regole valgono solo per le regioni del Nord (e non per la nostra purtroppo).

Così come sono esterrefatto dai “Super-Ambientalisti” del No al Petrolio ovvero i 5 Stelle che sbandierano (giustamente) da anni lo Stop totale agli idrocarburi fossili ma poi si schierano in un attimo addirittura a sostegno di un’azienda petrolifera straniera (ovvero l’inglese Rockhopper) andando quindi contro gli interessi dei cittadini della nostra amata Basilicata.

Evidentemente il vecchio adagio “fai come io dico ma non come io faccio” oggi è molto più attuale che mai.

Forse sono io un po’ all’antica in quanto resto coerente e ho dato il via poco tempo fa a 3 nuovi progetti a sostegno delle rinnovabili.

Noi ci auguriamo, comunque, che il decreto del Consiglio dei Ministri (ad oggi non ancora formalizzato in atti) non venga motivato con questioni ambientali o tecniche che nulla hanno a che fare con il concetto di ‘intesa forte’.

Troviamo pertanto gravissimo l’atto del Governo perché dimostra di non aver compreso la correttezza della posizione costituzionale della Basilicata ed allo stesso tempo è pericolosissimo poiché rischia di rimettere in discussione lo strumento (intesa forte) in grado di salvaguardare le prerogative locali, ponendo al centro dell’attenzione la valorizzazione del territorio e del paesaggio.

Da parte nostra vi assicuro che continueremo in maniera intransigente a non consentire nessuna altra attività petrolifera in Basilicata.

Francesco Pietrantuono