Se in Basilicata l’azienda petrolifera Total pensa di comprarci o di ricattarci ha sbagliato di grosso!

Se Total pensa di comprarci e di ricattare, con la tipica arroganza francese, ha sbagliato indirizzo.

Piuttosto, pensi a come recuperare credibilità rispetto alle tante approssimazioni messe in campo.

Non voglio ripetermi, ma purtroppo sono stati tanti gli errori di Total: dall’estensione del punto zero, al monitoraggio delle acque di falda, dalla partenza con le autobotti, allo scarico del depuratore nel Sauro, dalla bonifica di siti storici in area concessione, all’avvio delle prove di estrazione senza la verifica di ottemperanza alle prescrizioni (alcune delle quali ancora non risolte).

Per questi motivi trovo il richiamo di Total assolutamente fuori luogo.

Deve essere chiaro a tutti un punto: senza anche la validazione di Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) un’impresa come Total non può partire.

Inoltre, rivolgo l’ennesimo invito al ministro Costa per sbloccare l’accordo tra la Regione, il Ministero, Ispra ed Arpab.

Avevamo messo in campo un percorso sinergico che stava dando importanti risultati in termini di livelli qualitativi, ovvero:

-il riesame delle autorizzazioni ambientali, sia del Cova che di Tempa Rossa;

-i sopralluoghi tecnici;

– la verifica della caratterizzazione finalizzata alla bonifica a seguito dello sversamento dei serbatoi del Cova.

Il rischio è di mettere tutto in discussione, se non si procede immediatamente al rinnovo dell’accordo.

Per tali ragioni, mi auguro, per la Basilicata, che si arrivi quanto prima alla sua definizione.

Francesco Pietrantuono